Percorso

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Avevo 4 anni quando mi accorsi che forse facevo qualcosa che altri non sapevano fare. Disegnai con il gessetto su una lamiera dell'Officina di mio papà una seggiolina. Niente di speciale sino qui. Solo che la disegnai in prospettiva.

Avevo il dono.

E provavo tanto piacere di fronte a qualsiasi penna, colore, pastello e supeficie. Disegnavo su tutto e dappertutto.

Scappai subito dal Classico per fare l'amato Artistico. Dove venni ricordata negli anni. Ero tra i pochi ritenuti fuori dalla norma.

Feci la prima mostra a 19 anni e poi continuai a farne.

Disegnavo sempre e per me era l'Amore.

Quando ebbi i primi appuntamenti con ragazzi che mi facevano il filo e che non erano né noiosi né orribili, al momento di staccarmi dal disegno avrei preferito continuare a disegnare. Forse per questo non mi sono mai sposata. Per non venire distolta dalla mia grande passione.

Poi feci altro e diedi sfogo ad un'altra propensione che avevo: scrivere e possibilmente in modo divertente e poi parlare intrattenendo sempre in modo divertente.

La Radio e la TV furono un ambiente per me naturale. Lì mi guadagnai il pane e fui felice tra la gente e nel mezzo di una festa continua quali sono le Sale di Registrazione o il contatto con i colleghi. Ma anche durante le dirette o sui treni, negli alberghi o nei residences continuai a disegnare.

Nulla mi portò via da questo dono che mai ho capito perché io abbia dovuto avere e altri no. Non è un caso. Chi ha doni ne è certo. Avere doni non è discriminatorio, ma patrimonio di cui essere coscienti per una via da seguire che esprima agli altri pensieri più alti di quelli che il quotidiano tende ad appiattire. Avere un dono implica un dovere.

Qui ci sono solo alcuni dei miei quadri o delle migliaia di ritratti.

Nella "my bottega" qui a fianco troverete, a Sito ultimato, qualcosa che potrete, se lo desiderate, fare vostro.

Per maggiori delucidazioni contattatemi via mail.

 

Ritratti su tovagliette di ristoranti. avventori di passaggio e qua e là qualche amico.